Annuario Observa 2025 mostra che sei italiani su dieci si fidano della scienza, ma permangono divari generazionali e scarsa alfabetizzazione scientifica.

La fiducia degli italiani nella scienza resta alta, ma non totale.
Secondo i dati del capitolo “Gli italiani e la scienza nel 2024” dell’Annuario Observa 2025, il 60 % dei cittadini dichiara di avere fiducia nella scienza e nella tecnologia. Il dato cresce tra i più giovani, dove raggiunge il 75 %, segno di una generazione più aperta all’innovazione e meno diffidente verso gli esperti.
L’Osservatorio Scienza, Tecnologia e Società sottolinea però un quadro a due facce: l’apprezzamento per la scienza convive con dubbi e sospetti. Quasi la metà degli intervistati ritiene che gli scienziati “a volte nascondano informazioni” o “si proteggano tra loro quando commettono errori”. È una percezione che riflette il bisogno di maggiore trasparenza e di una comunicazione più accessibile.
Gli italiani hanno fiducia nella scienza e ricerca
Nel confronto internazionale, l’Italia si colloca al 57º posto su 68 paesi per fiducia nella ricerca, con un punteggio medio di 3,38 su 5. Il valore è inferiore alla media mondiale, ma resta stabile rispetto agli anni precedenti. Gli autori del rapporto invitano a non leggere il dato in chiave negativa: la fiducia c’è, ma va alimentata con politiche di educazione scientifica e con un dialogo più aperto tra cittadini e comunità scientifica.
L’indagine evidenzia anche un altro elemento chiave: la conoscenza scientifica resta bassa. Solo il 14 % degli italiani risponde correttamente a cinque domande di base su temi scientifici, un miglioramento modesto rispetto al 12 % del 2018. La televisione rimane la principale fonte di informazione, seguita da internet e dai social network, con una forte differenza generazionale: i giovani cercano notizie online, mentre gli over 60 si affidano ancora ai media tradizionali.
La scienza offre benefici concreti
Nonostante ciò, cresce la consapevolezza dei benefici concreti della scienza. Il 78 % degli italiani riconosce vantaggi tangibili della tecnologia, soprattutto nei campi dell’alimentazione, della salute e dell’energia. Questi dati confermano che la percezione positiva aumenta quando la scienza è percepita come utile nella vita quotidiana.
Il rapporto dedica un focus anche alla fiducia nelle istituzioni scientifiche: le università e gli enti di ricerca restano le fonti più credibili, mentre l’industria e la politica raccolgono meno consenso. Solo un terzo degli intervistati ritiene che le decisioni scientifiche siano comunicate con chiarezza e fiducia.
Gli esperti di Observa concludono che la sfida del futuro non è solo mantenere alta la fiducia nella scienza, ma trasformarla in partecipazione consapevole. In un’epoca di cambiamento climatico, intelligenza artificiale e biotecnologie, la relazione tra cittadini e scienza diventa un elemento cruciale della democrazia.
In sintesi, l’Italia crede nella scienza ma deve imparare a capirla meglio. La fiducia è un capitale prezioso, da coltivare con conoscenza, trasparenza e dialogo. La fiducia nella scienza è un elemento chiave nella nostra società.