Gli italiani e l’IA: tra entusiasmo e timori per il futuro

gli italiani e l'iaNegli ultimi anni l’Intelligenza Artificiale è passata dall’essere un tema da fantascienza a una presenza concreta nella vita quotidiana. Gli italiani e l’IA, attraverso assistenti vocali, chatbot e sistemi automatizzati stanno aumentando la loro collaborazione. Tuttavia, accanto alla curiosità e all’entusiasmo, emergono anche dubbi e preoccupazioni per le implicazioni etiche e sociali di queste tecnologie.

Secondo l’indagine del Centro Studi Scienza Tecnologia e Società pubblicata su Observa Magazine – Inverno 2025, la percezione degli italiani per l’IA è in rapida evoluzione. Oltre il 70% degli intervistati dichiara di conoscere e utilizzare almeno un’applicazione basata su intelligenza artificiale. Tra i più citati figurano ChatGPT e gli assistenti vocali come Alexa o Siri, che rappresentano per molti il primo contatto con l’IA.

Il 45% degli italiani considera l’IA un’opportunità per migliorare la qualità della vita, mentre una quota simile teme gli effetti sull’occupazione e sulla privacy. Cresce infatti la consapevolezza che l’automazione possa sostituire alcune mansioni umane: il 41% percepisce l’IA come una minaccia per il lavoro, dato in aumento rispetto al 2023.

La percezione degli italiani verso l’IA ad oggi

La fiducia nelle tecnologie intelligenti però resta. Gli italiani riconoscono i benefici in termini di produttività e innovazione, ma richiedono maggiore regolamentazione e trasparenza. Il 76% chiede controlli più rigorosi sull’uso dei dati e sulla responsabilità degli algoritmi.

Anche l’informazione gioca un ruolo cruciale: la televisione e i social media sono le principali fonti attraverso cui i cittadini si formano un’opinione sull’IA, ma solo un terzo si sente “ben informato” sull’argomento. Ciò evidenzia un divario tra l’uso crescente della tecnologia e la comprensione effettiva del suo funzionamento.

Nonostante i timori, la curiosità e la propensione all’apprendimento restano alte. L’opinione pubblica appare più matura e riflessiva rispetto al passato: l’IA non è più percepita solo come un pericolo o una moda, ma come un fenomeno strutturale da governare con regole chiare e un approccio etico.

L’Italia si avvicina quindi all’intelligenza artificiale con un misto di fascino e cautela. L’equilibrio tra fiducia e paura, tra innovazione e tutela, sarà la chiave per affrontare le sfide di un futuro sempre più guidato dagli algoritmi.