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Il nuovo Osservatorio di Observa analizza le abitudini degli italiani: i social network superano la carta stampata come fonte informativa, ma il rischio di disinformazione aumenta e richiede nuove competenze.
Didascalia: L’era digitale impone un cambio di paradigma nella divulgazione scientifica, mettendo in discussione i ruoli di giornali e social, spingendo verso un’informazione ibrida.Il recente Observa Magazine 2025: Scienza Tecnologia e SocietĂ , che raccoglie l’analisi annuale dell’Osservatorio permanente, ha focalizzato l’attenzione sulla profonda trasformazione delle modalitĂ con cui i cittadini italiani si informano su innovazione e ricerca. I dati del monitoraggio confermano un trend innegabile: per ampie fasce della popolazione, i social media e le piattaforme digitali stanno rapidamente soppiantando il ruolo informativo della stampa e dei canali classici.
La Scienza Veloce: I Numeri dei Social e l’AccessibilitĂ
La divulgazione scientifica in Italia si trova oggi in un momento di svolta. Se per anni la televisione e i quotidiani hanno rappresentato le colonne portanti dell’informazione scientifica, l’irruzione degli smartphone e di piattaforme come Facebook, Instagram e TikTok ha dato vita a un ecosistema informativo nuovo, caratterizzato da velocitĂ e frammentazione. Il rapporto evidenzia che circa il 30% dei cittadini europei, e un numero crescente di italiani, utilizza abitualmente i nuovi media digitali, inclusi i social network, per la ricerca di notizie su scienza e tecnologia.Il successo di questi canali è dovuto alla loro elevata accessibilitĂ . I contenuti scientifici vengono riconfezionati in brevi video, reel o grafiche animate, rendendo l’informazione facile da digerire e da condividere. Questo approccio non solo intercetta i giovani, ma genera anche un interesse primario su questioni di rilevanza collettiva, come l’ecologia e i progressi in campo medico. L’immediatezza, tuttavia, nasconde la prima grande insidia.
La QualitĂ dell’Informazione: Il Rischio Disinformazione e il Declino del Filtro
Il grande punto di debolezza è, naturalmente, la qualitĂ e l’affidabilitĂ delle fonti. Se la stampa tradizionale, grazie a redazioni dedicate, giornalisti scientifici specializzati e processi di verifica, mantiene un livello intrinseco di autorevolezza, i social media operano come un campo aperto dove il principio di accuratezza è spesso sacrificato in nome della viralitĂ .I dati di Observa, analizzando il traffico digitale, mostrano chiaramente che l’assenza di un filtro editoriale robusto sui social facilita la diffusione rapida di notizie non verificate o apertamente false, le cosiddette fake news. Si nota come i contenuti che ottengono maggiore successo e diffusione siano spesso quelli che suscitano emozioni forti – come paura o rabbia – e che alimentano la controversia, piuttosto che quelli basati sulla sobria esposizione dei fatti scientifici. Questo meccanismo di amplificazione del sensazionalismo rischia di erodere la fiducia generale nelle istituzioni scientifiche, un fenomeno emerso con preoccupazione durante le recenti emergenze globali.
Il Futuro: Un Necessario Riposizionamento Strategico
Le conclusioni emerse dall’analisi di Observa offrono una visione proiettiva, delineando i passi necessari per l’intero ecosistema comunicativo scientifico.In primo luogo, si rende cruciale un maggiore impegno da parte della comunitĂ scientifica italiana per presidiare in modo attivo e costruttivo gli spazi digitali. In secondo luogo, si auspica un rafforzamento del ruolo dei media tradizionali, in particolare della stampa. Infine per il cittadino del futuro, diventerĂ fondamentale l’alfabetizzazione mediatica avanzata. Saranno necessarie nuove competenze per interpretare correttamente le fonti, distinguere le evidenze scientifiche dalle opinioni e filtrare il rumore di fondo. Il percorso della divulgazione si preannuncia quindi come una sfida complessa, che richiede un equilibrio delicato tra la pervasivitĂ dei social e l’autorevolezza del rigore scientifico.Â