
L’Annuario Scienza, Tecnologia e Società 2025 di Observa scatta una fotografia nitida di una generazione in continuo movimento. Il legame tra giovani e scienza oggi è caratterizzato da una forte connessione digitale, un buon livello di informazione e una richiesta sempre più pressante di trasparenza.
Chi ha tra i 14 e i 35 anni vive le scoperte scientifiche come parte integrante della propria quotidianità digitale, ma non si accontenta: rifiuta la spettacolarizzazione e pretende comunicazioni chiare e oneste.
Alfabetizzazione digitale: come cambia il rapporto tra giovani e scienza
C’è un segnale decisamente positivo che emerge dai dati: l’alfabetizzazione scientifica è in crescita. Quasi un italiano su due (49,7%) dimostra di conoscere concetti base come atomi o batteri. Questa maggiore familiarità è dovuta in gran parte alla moltiplicazione dei canali informativi, anche se permane un divario di genere da non sottovalutare, con gli uomini che tendono a esporsi ai contenuti scientifici più delle donne.
La vera rivoluzione, però, è mediatica. Se i media tradizionali informano solo il 33,2% degli italiani, il 42,6% entra in contatto con la scienza scorrendo il feed dei social network.
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TikTok domina tra i giovanissimi (34,5%), superando anche YouTube (19,8%) e dettando un nuovo stile di divulgazione: visivo, rapido e diretto.
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Instagram si conferma lo spazio di condivisione preferito da chi ha un titolo di studio elevato.
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Crescono i prosumer: il 17% dei ragazzi non si limita a guardare, ma condivide attivamente contenuti scientifici, un dato triplicato rispetto al 2018.
Fiducia, attivismo e il bisogno di trasparenza
Questa partecipazione attiva influenza profondamente la percezione generale. Sebbene il 91,8% degli italiani ritenga la ricerca fondamentale per le sfide globali, il rapporto tra giovani e scienza diventa critico quando si parla di figure mediatiche. L’entusiasmo frena davanti agli “esperti” che parlano in pubblico: meno della metà degli intervistati si fida ciecamente di loro.
A pesare sono la percezione di disaccordo tra i ricercatori, la difficoltà del linguaggio usato e il sospetto di conflitti di interesse. È una generazione che chiede una scienza meno polarizzata e più trasparente.
Proprio questo spirito critico alimenta un nuovo attivismo. Il 19,4% dei ragazzi ha partecipato a manifestazioni, specialmente legate alla crisi climatica. È un pubblico attento, che vede nella tecnologia una risorsa ma anche una responsabilità: oltre il 37% teme che il progresso corra troppo in fretta e che la tecnologia stessa abbia un ruolo nella crisi ambientale attuale.