L’importanza dei 5 sensi in una degustazione

L’enologia è un mondo che da sempre mi affascina e interessa, ma non ho mai avuto il modo di approfondirla. Grazie a SCEG ci sono entrata pienamente.

Un’esperienza che ha segnato questo momento è stata la prima lezione di Enologia, nella quale abbiamo degustato un vino bianco. Fino ad allora non avevo mai prestato attenzione al suono che produce il vino nel calice sia quando è versato sia nei suoi piccoli movimenti contro il vetro mentre si rotea debolmente lo stelo per valutarne delle caratteristiche. Il suono che produce il vino, quasi impercettibile e lieve, contrapposto al tintinnio del calice di vetro sembra descriverlo ancor prima di assaggiarlo: leggero al palato, ma allo stesso tempo deciso nell’odore.

Il mio naso, non abituato a percepire tutte quelle note nascoste che un vino possiede, inizialmente ha sentito un odore pungente molto alcolico, ma solo dopo l’elenco del professore di alcuni descrittori, sono riuscita a ricollegare ad altri odori come, per esempio, note di pepe e fiori. Al momento dell’assaggio il gusto che mi ero immaginata avesse il vino annusandolo era molto diverso: un sapore avvolgente con note sì floreali, ma abbastanza dolci. Questa esperienza ha aumentato il mio interesse per il vino e mi ha fatto capire quanto tutti i sensi che entrano in gioco siano fondamentali per poter comprendere a pieno tutto ciò che si cela dietro un semplice calice di vino.