Il costo di un’alimentazione sana continua a crescere: nel 2025 servono 4,28 dollari al giorno a persona. Il nuovo rapporto SOFI mostra progressi globali, ma l’Africa resta in ginocchio: due terzi della popolazione non può permettersi una dieta adeguata.
Il nuovo rapporto SOFI (State of Food Security and Nutrition in the World) accende i riflettori su un problema globale: il costo crescente del cibo sano rappresenta ancora un ostacolo serio per raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 2 (Fame Zero). Le autrici del documento, FAO e OMS, definiscono una dieta sana come un’alimentazione adeguata, equilibrata, varia e moderata.
Le stime, riferite al 2025 e confrontate con i dati del 2021 e del 2017, analizzano il quadro globale con un’attenzione particolare all’Africa e
alle Americhe, dove le difficoltà sono più evidenti. Il messaggio chiave è chiaro: ridurre i prezzi non basta, perché le crisi economiche colpiscono i sistemi agroalimentari in modo diseguale.
Il costo di una dieta sana nel 2025
Nel 2025, per garantire un’alimentazione sana serve in media una spesa di 4,28 dollari al giorno a persona (a parità di potere d’acquisto). Un costo in netta crescita rispetto ai 3,44 dollari del 2021 e ai 2,94 del 2017.
Eppure, nonostante l’aumento, il numero di persone che non possono permettersi una dieta sana è diminuito: si passa da 2,97 miliardi (37,4% della popolazione mondiale) nel 2021 a 2,69 miliardi (32,7%) nel 2025.
Questa media nasconde però profonde disparità in America Latina e Caraibi si registrano i costi più alti (4,91 dollari). In Africa la situazione è drammaticamente peggiorata: nel 2025 il 66,6% della popolazione non ha potuto permettersi un’alimentazione adeguata, più del doppio rispetto ai livelli di Asia e America Latina.
A pesare sul bilancio familiare sono soprattutto gli alimenti di origine animale, la frutta e la verdura, mentre i carboidrati di base costano relativamente poco. Un ruolo decisivo lo giocano le filiere alimentari: le attività post-produzione (trasformazione, logistica, commercio) costituiscono fino al 70-75% del prezzo finale.
A commentare i dati è il Direttore Esecutivo ad interim del PAM, Carl Skau: “Dietro ogni numero di questo rapporto c’è una famiglia che fa i conti con il costo del cibo. I conflitti e gli shock climatici li allontanano ulteriormente dalle loro possibilità. Dobbiamo continuare a lavorare con le agenzie partner, i governi e le comunità per costruire sistemi alimentari capaci di resistere agli shock, affinché le famiglie possano permettersi diete nutrienti anche in tempi di crisi. Servono ora investimenti costanti, all’altezza della portata della sfida.”
il rapporto SOFI 2025 ci ricorda che una dieta sana resta un lusso per troppe persone: 4,28 dollari al giorno sono ancora troppi per 2,69 miliardi di individui, e l’Africa è la regione più colpita, con due terzi della popolazione esclusa da un’alimentazione adeguata. I progressi ci sono, ma non bastano: servono investimenti costanti, filiere più efficienti e sistemi alimentari resilienti. Perché la Fame Zero non è solo un obiettivo da raggiungere, ma un diritto da garantire.
